Porte aperte a Belleville, il quartiere degli artisti a Parigi

A fine maggio a Belleville, un quartiere dell’Est parigino vivace e multietnico poco conosciuto dai turisti che raramente si avventurano nel 20° (l’ultimo) arrondissement, si tiene una manifestazione unica nel suo genere, Les Portes Ouvertes, Porte aperte, l’evento di questo tipo più importante a Parigi e anche nell’intera Francia.DSCF3348

Quattro giorni in cui gli artisti, pittori, scultori, fotografi, ceramisti, che dagli anni ’80 hanno scelto il quartiere come luogo dove vivere e lavorare, aprono i loro atelier al pubblico, e le strade e i giardini si animano di laboratori, installazioni e concerti. Quest’anno la manifestazione, che nel 2017 ha visto la presenza di 50.000 visitatori, è alla 29° edizione e si terrà da venerdì 25 a lunedì 28 maggio (dalle 14 alle 20) con in programma più di 200 esibizioni, lapertura di oltre 120 atelier e una trentina di discipline artistiche rappresentate.DSCF3326

Questo è senz’altro il periodo migliore per scoprire quello che è oggi a tutti gli effetti, il quartiere degli artisti a Parigi, come un tempo lo erano Montmartre e Montparnasse, quelli del tipo “gelida manina” di Puccini per intendersi, sempre dall’atmosfera bohémienne ma declinato in versione contemporanea e cosmopolita.

Tutti hanno in mente lo stereotipo dei quartieri degli artisti del passato dove pittori come Van Gogh, affittavano una stanza che offriva a malapena un letto e una sedia, barattavano i loro quadri per un fiasco di vino e dei colori nuovi e lavoravano in piedi davanti a tela e cavalletto. Quei quartieri dove le modelle attendevano un ingaggio in piedi agli angoli delle strade e posavano nude al freddo su scomodi sofà, e dove a tutte le ore del giorno e della notte artisti, pittori, poeti, filosofi e scrittori, si incontravano per discutere di arte e letteratura nei caffè e nei bistrò. Montmartre ebbe il suo massimo splendore a fine ‘800 poi lo scettro passo a Montparnasse famoso negli anni 20 del ‘900 e, dopo la seconda guerra mondiale, fu il quartiere di Saint-Germain a divenire la meta prediletta degli intellettuali.DSCF3335

Allora come oggi a guidare la scelta degli artisti nel decidere dove vivere e lavorare in genere è sempre un solo fattore, il risparmio, perché si sa che la vita dell’artista, perlomeno finché non ha successo e non è detto che lo raggiunga, è abbastanza grama. Così la scelta ricade in genere su zone dove gli affitti sono abbordabili e anche il costo della vita è basso, almeno fino a che questi luoghi non diventano famosi e quindi richiesti da tutti e presi d’assalto dai turisti.

Probabilmente anche il quartiere di Belleville, nella periferia di Parigi, intorno agli anni ’80 è stato scelto per questo motivo e forse anche per l’autenticità che qui ancora si respira nelle sue strade e tra la sua gente e per quella vivacità e eterogeneità che alimenta da sempre la creatività artistica. Anche Belleville come Montmartre era un villaggio in collina, a se stante rispetto alla città che poi lo ha inglobato nel 1860, e intorno vi erano orti e piccole vigne e si produceva un vinello chiamato Guiguet che i parigini venivano a bere nei giorni di festa nelle numerose guinguettes.belleville

Poi la città lo ha fagocitato e nel secolo scorso è divenuto e lo è tuttora il quartiere più multietnico di Parigi che ha visto varie ondate migratorie. Nelle sue strade si mescolano tutte le culture greci, spagnoli, asiatici, arabi che convivono con artigiani e vecchi abitanti e anche talvolta con personaggi famosi in cerca di anonimato e tranquillità.DSCF3339

Sulla collina posizionata tra il famoso cimitero di Père Lachaise e il meno noto parco di Buttes Chaumont, artisti di ogni genere, pittori, scultori, ceramisti, fotografi ma anche scrittori come Daniel Pennac – che vi abita dal ’69 e nel quartiere ha ambientato i suoi romanzi più famosi con l’inverosimile famiglia Malaussène – sono venuti a vivere e hanno aperto i loro atelier contagiando strade, giardini e palazzi che si sono colorati e quasi animati di Street art con graffiti, collage, mosaici e costellati di studi e gallerie d’arte.

Gironzolando per il quartiere, oltre ai sapori e i colori del mercato multietnico che si svolge il martedì e il venerdì mattina lungo la strada tra le metro Belleville e Ménilmontant, si scoprono vecchi caffè e bistrò, ristoranti ebraici e cucine di tutto il mondo. Procedendo per le sue stradine sempre in salita si arriva al Parc de Belleville che porta sulla sommità della collina tra scalette e sentieri fino ad un punto panoramico a 108 metri di altezza dove si domina tutta Parigi.DSCF3340

Il periodo più adatto per visitare Belleville, come si è detto, è senza dubbio la fine di maggio in occasione delle Portes Ouvertes. Il Punto di accoglienza e informazione per i visitatori è la Galerie des AAB, in rue Francis Picabia 1 (metro Couronnes) sede dell’associazione-faro Atelier d’Artistes de Belleville fondata nel 1989 per valorizzare l’arte nel contesto urbano e renderla fruibile a tutti.

Si può inoltre sfruttare l’occasione dell’evento per conoscere più a fondo anche il resto dell’Est parigino, compreso tra il 20° e il 19° arrondissement, una zona di Parigi meno, e in parte per niente, turistica ma senza dubbio più vera.

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