Tra Nizza e Cannes, i borghi amati dagli artisti

E’ come girare l’angolo, tanto è vicino a Nizza e al mare, ma come paesaggio è già un avamposto della Provenza con la sua luce radiosa, il vento tra gli ulivi, e i suoi “pays perchés”, i piccoli borghi adagiati sulle colline; e come in Provenza Van Gogh si innamorò di Arles e dei paesaggi di Sant Remy da cui trasse ispirazione per centinaia di quadri, così a pochi chilometri dalla Costa Azzurra, artisti come Matisse, Chagall, Picasso, nella prima metà del ‘900, scoprirono i paesaggi nascosti di Cagnes, Vance, Mougins e Vallauris e se ne innamorarono attratti da quella luce che cercavano di catturare nelle loro opere. Talvolta ne restarono tanto affascinati da trascorrervi i loro ultimi anni di vita, lasciando un patrimonio di opere che fa di questa zona una piccolo museo di arte moderna diffuso.

Ottima base per visitare l’entroterra della Costa Azzurra è la città di Nizza, che val bene un’accurata visita, meglio in periodi di bassa stagione e anche in pieno inverno quando comunque la “Riviera” preserva tutto il suo fascino. Sembra strano a dirsi oggi, ma Nizza divenne famosa all’inizio dell’800 come località di villeggiatura invernale: la scoprirono gli inglesi che qui venivano a cercare un inverno più mite. Vagare alla scoperta di questa città è sempre un piacere: visitare la Città Vecchia, il porto, passeggiare sulla Promenade des Anglais, il celebre lungomare punteggiato di lussuosi alberghi dove la vista spazia sulla larga baia, e visitare i suoi splenditi musei e uno in particolare di cui vi parlerò più avanti.

Ma questo itinerario rifugge, perlopiù, le zone costiere privilegiando l’entroterra compreso tra Nizza e Cannes, fatto di piccoli borghi che riservano tante sorprese.
La prima tappa di trasferimento è tanto breve da non lasciare il tempo di ambientarsi. Il mare scompare e il paesaggio di colline e ulivi prende il sopravvento. A pochi chilometri da Nizza incontriamo il paese di Cagnes-sur-Mer con il villaggio medievale sul colle: Houte Cagnes. Nella cittadina medievale fortificata e coronata da un castello,  dove una piazzetta con alcuni ristoranti accoglie il visitatore, si ha tutto il tempo per abituarsi alla calma e alla pace dell’entroterra ventilato.

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Cagnes-sur-Mer: Houte-Cagnes

Di Cagnes-sur-Mer si innamorò Renoir che nel 1907 vi si trasferì con la moglie e i tre figli. Le Domaine des Collettes, così si chiama la casa dell’artista, fu fatta costruire dal maestro impressionista proprio di fronte a Houte Cagnes. Dal grande giardino, tra i rami frondosi degli ulivi secolari e i tronchi contorti, si gode una bella veduta della collina di fronte e del paese. Nella grande casa austera, oggi museo, sono conservati ancora tutti i ricordi del pittore: pitture, sculture, mobili sono testimonianza del suo universo creativo e familiare negli ultimi undici anni di vita. Le camere per gli amici in visita hanno ancora alle pareti tutte le foto dei momenti lietamente trascorsi. Il fulcro però della Domaine des Collettes è lo studio, ancora intatto come il maestro lo ha lasciato: il cavalletto e la tavolozza, la sedia a rotelle, a cui la malattia lo aveva costretto e da dove dipingeva anche se con le mani deformate dall’artrosi, e il letto a baldacchino posizionato davanti al camino dove le modelle che posavano nude per ore, riuscivano a stare al caldo, e, dalla parte opposta, la grande vetrata a tutta parete da cui filtrava la luce, essenziale per dipingere, e da cui si potrebbe stare per ore a guardare il giardino.

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La casa di Renoir a Cagnes-sur-Mer

Renoir fu uno dei primi a scoprire questo angolo di cielo non distante dalla Costa azzurra e altri negli anni lo seguirono. A Vance e Saint-Poul de Vance, due piccoli paesi medievali poco distanti, dove gli artisti un tempo usavano pagare con i loro quadri perché non avevano di che altro vivere, nel dopoguerra arrivarono Chagall e Picasso oltre a tante stelle del mondo dello spettacolo.

Se non conoscete Chagall però, prima di tutto occorre fare una sosta, oserei dire religiosa, al Museo Nazionale del Messaggio Biblico Marc Chagall a Nizza. L’edificio semplice, bianco e moderno non lascia affatto presagire che non appena varcata la soglia vi possa accogliere un mondo di trepidanti azzurri, pennellate di rosso, distese di verde e sprazzi gialli. E’ il mondo interiore di Chagall che lascia senza fiato. Grandi tele dai temi biblici, con sinagoghe e menorah, e scene dedicate all’amore tratte del Cantico dei Cantici, dipinte negli ultimi anni di vita dal pittore che molti ricordano soprattutto per i suoi innamorati che volano. Il suo museo doveva ispirare una certa pace, una certa spiritualità  Chagall voleva lasciare l’impressione al visitatore che “nell’arte, come nella vita tutto è possibile, se è basato sull’amore”.

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Museo Chagall a Nizza

E quando si conosce la sua opera ispirata al ricordo, contaminata dal sogno e sempre dedicata alle due amate mogli, prima Bella e poi alla sua morte a Vava, non si può mancare di visitare il paese in cui visse per oltre venti anni fino alla morte.

Arroccato sulla collina, il piccolo e medievale paesino di Saint-Poul de Vance, con la bella cinta muraria e i bastioni da cui si gode uno splendido panorama, ha oggi i vicoli pieni di gallerie d’arte ma vi accoglie come già foste in piena Provenza, con una grande piazza per lo più occupata dalla pista in terra battuta che serve per giocare a “boules”. Da un lato i tavolini del bar, dall’altro gli alberi di platano che fanno ombra ai giocatori, e come se il tempo per loro non avesse senso, alcuni gruppi di uomini giocano allo sport preferito in Provenza la “pétanque”. Una mano dietro la spalla e op-là la palla in metallo fa la sua parabola e colpisce le altre.saint-paul-3

Chagall si trasferì qui nel 1966 con la seconda moglie Vava, che era già un artista famoso e qui nella pace e nella luce della Francia meridionale, dopo una vita che aveva visto rivoluzioni e guerre,  trovò ispirazione per la sua arte e dipinse una quantità di opere come mai prima. Qui ebbe anche l’ispirazione per il ciclo biblico che si può considerare il suo testamento spirituale all’umanità, e qui morì nell’85, ed è sepolto vicino alla moglie, nel piccolo cimitero del paese dove si può far visita ancora oggi alla semplice tomba, su cui la gente lascia dei sassi, come è usanza per il popolo ebraico.

Sempre a Saint-Poul de Vance ma più in basso rispetto al villaggio c’è un’altra tappa immancabile: la Fondazione Maeght. Il prato verde disseminato di opere d’arte, il moderno edificio scultoreo che da solo è un capolavoro, tutto trasuda arte e bellezza. Qui sono conservati mosaici di Chagall e vetrate di Braque e sculture come il labirinto di Mirò. Si tratta di una tra le più vaste collezioni d’arte del XX secolo e tutto calato in un contesto incantevole.fondazione-maeght-4

Tra un museo e l’altro, un altro piccolo paese da non mancare è quello di Vance. Vance come Saint-Poul è una vera delizia medievale e anche qui troviamo un artista e la sua opera. In questo caso si tratta di Matisse che vi si trasferì nel ’43, già ammalato, sulla sedia a rotelle, fu ospitato dalle suore domenicane del monastero di Vance, e accudito da una sua ex modella nel frattempo fattasi suora. Fu dietro loro richiesta che intraprese la progettazione e realizzazione del suo capolavoro “La chapelle du rosaire” completata quando aveva 81 anni e collocata appena fuori il paese.

Scendendo di nuovo sulla costa arriviamo ad Antibes, pittoresco porto nel Mediterraneo che visitiamo a piedi e con il piccolo trenino: stavolta stiamo seguendo le orme di Picasso.

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La visita al mercatino provenzale occupa più tempo di quanto preventivato, perché i mercatini in Provenza sono delle vere istituzioni e non sono come si può essere indotti a pensare allestiti per i turisti ma proprio per la gente del posto che vuole sempre comprare merce fresca ogni giorno, dal pesce alle spezie, dalle verdure alle uova.

In riva al porto, nello Chateau Grimaldi, in un antico fortilizio con alta torre quadrangolare, è allestito il Museo Picasso. Ad Antibes l’artista fu ospitato e visse alcuni mesi nel 1946, dopo che si era lamentato con l’amministrazione comunale di come le

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Museo Picasso

istituzioni non offrissero spazi agli artisti. Per riconoscenza, quando si trasferì, lasciò alla città diverse delle opere realizzate durante il soggiorno. Il museo ospita anche opere di altri artisti e splendida è la terrazza del castello che accoglie una notevole esposizione di sculture di Richier, Joan Miró, Bernard Pagès, davanti al mare.

Ma i due paesi che più amò Picasso non sono distanti, distano pochi chilometri da Cannes e meritano senza dubbio la visita. Il primo fu Mougins che da solo vale il viaggio; adesso anche questo è un villaggio che va per la maggiore con ristoranti e bistrot lungo la via principale, ma rimane pur sempre un borgo fortificato incantevole che Picasso scopri nel 1935 e dove visse dal 61′ fino alla morte. In mezzo a queste due date vi fu anche la scoperta di un altro paese dove scoccò l’amore tra l’artista e l’arte della Ceramica. A Vallauris Picasso visse dal ’48 al ’55 e qui produsse oltre 4000 oggetti di ceramica in tutte le forme, conservati nel Museo Nazionale La guerre e la paix, da cui si accede anche alla piccola cappella del XII secolo su cui sono appesi dei pannelli da lui dipinti su questo tema.

Sempre nelle vicinanze di Antibes, si può scegliere di fare una sosta nel piccolo paese di Biot rinomato per la produzione della ceramica e del vetro soffiato, e magari fermarsi in uno dei tipici ristoranti che danno sulla piazza principale con al centro la fontana provenzale.

Prima di arrivare in paese, però, per chi ancora avesse voglia di musei c’è l’ultima tappa del nostro giro: il Museo Fernand Léger, un fondo unico, costituito da oltre 300 opere, tra quadri, grandi ceramiche, disegni, vetrate, dell’artista che ha mosso i primi passi nel cubismo fino all’avanguardia, con le grandi rappresentazioni policrome degli anni ’50.

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Museo Fernand Legér

Léger si era trasferito ai piedi del paese qualche mese prima di morire nel 1955, vi aveva acquistato una villa, il Mais Saint Andrè, per seguire da vicino la sua produzione di ceramiche e qui, cinque anni dopo la sua morte, la moglie ha realizzato il museo, il primo museo monografico della regione, alla cui apertura seguirono nel ’64 la Fondazione Maeght e nel ’69 il Museo Chagall. L’edificio di grandi dimensioni fu progettato con lo scopo di inglobare nella facciata un immenso mosaico che l’artista aveva realizzato per lo stadio di Hannover, grande 500 metri quadri. L’inaugurazione avvenne nel maggio del 1960 e fu un grande evento mondano con oltre 5000 invitati, alla presenza di personaggi della cultura e dell’arte, primi fra tutti patrocinavano l’iniziativa Chagall, Braque e Picasso. Perché da queste parti l’arte è di casa.

Riepilogo tappe e link utili

Nizza: visita città e Museo Nazionale del Messaggio Biblico Marc Chagall
Cagnes-sur-Mer: visita a Houte Cagne e Museo Renoir
Vance: visita al paese e alla Chapelle du Rosaire di Matisse
Saint-Poul de Vance: visita paese e alla Fondazione Maeght
Biot: Museo Fernand Léger
Antibes: Museo Nazionale Picasso
Vallauris: Museo Nazionale Picasso “La guerre e la paix”
Mougins

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