Provenza e Camargue: cosa vedere e cosa fare

Un viaggio in Provenza è facile da organizzare e difficile da dimenticare. Perché più che un luogo la Provenza è un modo di vivere che lascia impresse tante immagini indelebili: un pastis all’ombra dei platani nella piazza di Gordes, un mercatino settimanale con le borse di paglia e le baguettes appena sfornate, andar per brocanteur a Isle sur la Sorgue, passeggiare tra gli ulivi dipinti da Van Gogh tra il frinire delle cigale a Saint Rémy, o andare alla scoperta di quel villaggio ancora poco turistico dove si sente solo il rumore dell’acqua che zampilla nella fontana.

Ogni stagione è bella in Provenza e non solo l’inizio dell’estate, giugno e luglio, quando la lavanda la fa da padrone e catalizza tutti gli scatti. Primavera e autunno possono essere i momenti che regalano quella luce e quella pace che ammanta tutto di magica scoperta. Sette o dieci giorni permettono di visitare i luoghi imperdibili e hanno il merito di lasciare tanta voglia di tornare.

Gorges du Verdon

Le Gorges du Verdon e Valensole: dove la lavanda fiorisce anche in agosto

Si lascia la Costa Azzurra e si risale verso la città di Grasse, capitale della produzione di profumi, per la Route de Napoléon verso l’Haute-Provence. Da Castellane si costeggia in auto il canion più grande d’Europa, le Gorges du Verdon, una fenditura di 25 chilometri che spacca l’altopiano con altezze che arrivano fino a 700 metri e vari punti panoramici, fino a Moustiers Sainte-Marie un villaggio incantevole detto la stella di Provenza. Qui tutto parla di faience, le ceramiche smaltate: oggetti, vasi, lampade, abat-jour completamente traforate come merletti. Oltrepassato il paese si attraversa il Plateau de Valensole, un grande altipiano coltivato a lavanda che anche in agosto, data l’altitudine, è ancora fiorito. (1° giorno)

Villaggio di Saignon – Luberon

I villages perchés del Luberon

Il Luberon è la Provenza più romantica con i paesi arroccati su speroni rocciosi, gli assolati vigneti, i campi di lavanda e l’immancabile frinire di cicale. Il nostro itinerario dedica al Parco naturale regionale del Luberon due giorni ma fortunato chi può soffermarsi di più. La prima giornata è dedicata al Petit Luberon la parte più occidentale del massiccio roccioso costellato di suggestivi villaggi cosiddetti villages perchés, alcuni dei quali descritti da Peter Mayle nei suoi libri e anche ripresi dalle telecamere di Ridley Scott nel film “Un’ottima annata” con Russel Crowe. Ne seguiamo le tracce visitando l’incantevole Ménerbes, poi Lacoste dominata dal castello del marchese De Sade, Bonnieux con la ripida scalinata che sale fino alla vecchia chiesa dove il panorama è splendido, poi ancora l’elegante Laourmarin e infine la meno turistica Saignon costruita su uno sperone roccioso che domina la vallata.

Distilleria di lavanda Les Agnels

Visita ad una storica distilleria di lavanda

Per tutti ormai la Provenza è sinonimo di lavanda e, campi fioriti o meno, non si può mancare una visita per approfondire la conoscenza con questo erbusto dal colore profondo e dal profumo intenso e dalle tante proprietà. A Coustellet è possibile visitare il museo della lavanda ma per chi non si accontenta e cerca qualcosa in più, cosa c’è di meglio di una visita guidata, sigh in francese o inglese però, ad una storica distilleria di lavanda che produce olio essenziale da ben quattro generazioni. La particolarità della Distellerie de lavande Les Agnels a Boux nel Luberon è che distilla lavanda 365 giorni all’anno. Sentirete il profumo lungo la strada già molto prima di arrivare, il luogo è splendido e i grandi alambicchi alti 6 metri sono da vedere. (2° giorno)

Sentiero d’ocra – Roussillon

Le terre rosse del Luberon: sentieri e miniere d’ocra

Il tema della terza giornata è l’ocra. Abbigliamento comodo e scarpe sportive, tutti pronti ad impolverarsi lungo il Sentier des hocre che parte dal delizioso paese di Roussillon, dichiarato uno dei più bei villaggi di Francia, o in libertà sui sentieri del Colorado provenzale a cui si accede dal paese di Rastrel. Dove un tempo erano le cave a cielo aperto adesso si passeggia tra calanchi di terra rossa dalle splendide striature di colore. Nella vicina Gargas invece visitiamo la Mines de Bruoux, questa volta una miniera di ocra ma sotterranea. Occorre prenotarsi, online o di persona anche in giornata, perché le visite sono a numero chiuso, anche in italiano. Caschetto in testa, badge al collo, per non perdere nessuno, e si entra in questo labirinto di gallerie sotterranee altissime, come navate di cattedrali, scavate nella terra rossa col piccone.

Villaggio di Gordes

Splendida Gordes

Terminiamo la giornata nel villaggio di Gordes che non può essere assolutamente tralasciato, castello, tavolini all’aperto nella piazza con la tipica fontana provenzale (dove sono state girato alcune scene di Un’ottima annata) e arrivando, un scorcio panoramico che non si dimentica. A pochi chilometri l’abbazia più famosa in Provenza, l’Abbazia di Sénanque, il monastero cistercense del XII secolo. (3° giorno)

Palazzo dei Papi – Avignone

Avignone, Isle sur la Sorgue e Fontaine de Vaucluse

Avignone non ha bisogno di presentazioni: il Palazzo dei Papi, il più grande palazzo gotico in Europa che ospitò per quasi 60 anni la sede papale trasferita nel 1309 dalla turbolenta Roma, le mura fortificate e il Ponte di Sant Bénazet più conosciuto come Pont d’Avignon per la famosa filastrocca, e oltre il Rodano la vicina Villeneuve-les Avignon. Nei dintorni da non perdere il regno degli antiquari, la bella cittadina di Isle sur la Sorgue, la piccola venezia della regione, solcata dai canali e con le grandi ruote idrauliche in legno del XVIII secolo, e Fontaine de Vaucluse, famosa per la sorgente d’acqua della Sorgue citata da Petrarca, il museo a lui dedicato e il museo di santon, le statuette del presepe, una tradizione provenzale. (4° giorno)

Pont du Gard

Pont du Gard

Una meraviglia di epoca romana giunta fino a noi e oggi patrimonio dell’umanità dell’Unesco, il Pont du Gard è il più grande ponte-acquedotto dell’antichità, costruito nel 50 d.C. per unire due ripide sponde rocciose e rifornire d’acqua la città di Nimes. Un’opera ingegneristica, notevole per l’epoca, lunga 490 metri e alta 50, supera il fiume Gord con tre splendidi ordini di arcate. Il paesaggio è unico e le acque invitano al tuffo. In estate ricordatevi il costume e oltre alla visita potrete fare il bagno e noleggiare la canoa. L’ingresso costa 10 euro (gratis fino a 18 anni) e si consiglia di non perdersi il museo interattivo sotto la biglietteria. Per ammirare altre meraviglie dell’Impero romano basta spostarsi nella vicina città di Nimes. (5° giorno)

Les Antiquites – Saint Remy de Provence

Arles e Saint Rémy de Provence: in un quadro di Van Gogh

Sembra veramente di essere dentro ai quadri di Van Gogh, ulivi, campi di grano, cipressi e girasoli, siamo nel Parco delle Alpilles e Saint Rémy de Provence oltre ad essere la città natale di Nostradamus è la cittadina dove più si sente il passaggio di Vincent van Gogh che qui visse l’ultimo anno di vita. Proseguendo verso il castello medievale di Baux de Provence, altro villaggio arroccato da non perdere, merita una sosta a Les Antiques, un arco trionfale e un mausoleo , uno dei più belli conosciuti, dei primi anni dell’impero romano, sperduti in mezzo alla campagna, e davanti Saint-Paul de Mausole la clinica dove Van Gogh fu internato. Completa la giornata la visita di Arles con anche qui c’è un percorso dedicato a Van Gogh. La casa in cui visse insieme a Gauguin fu bombardata nel ’44 ma ancora ritrovate il caffè “Le Soir” in Place du Forum anche se sopraffatto da altri locali. E poi Les Arènes, uno tra i monumenti romani più spettacolari in Provenza. (6° giorno)

Cavalli bianchi della Camargue

La Camargue tra tori, cavalli e fenicotteri rosa

Una natura selvaggia, tra stagni risaie e saline, e una fauna tipica con uccelli migratori e poi tori, come se si fosse già in Spagna, allevati per le tipiche corride locali e i cavalli bianchi della zona. Tante le possibilità di escursioni per ammirare il paesaggio. Sulla strada da Arles a Saintes Maries de la mer è possibile fermarsi in una delle tante fattorie che organizzano passeggiate a cavallo, oppure visitare il Parco ornitologico a Pont de Gau per osservare i fenicotteri rosa da vicino. Una volta arrivati a Saintes Maries, dove il 24 maggio si radunato tutti i gitani per festeggiare la loro patrona Santa Sara, si può noleggiare una bici in centro, arrivare al Faro di Gaucholle e continuare per 20 km lungo la digue à la mer, la diga che divide la laguna dal mare, oppure optare per una gita in battello, di un ora e mezzo che risale il piccolo Rodano. (7° giorno)

Course Camarguaise a Saintes Maries de la mer

La corrida camarguaise da non perdere

Se siete a Saintes Maries de la mer ed è giorno di corrida però non esitate, comprate il biglietto direttamente all’arena e godetevi lo spettacolo. La destrezza dell’uomo contro la potenza del toro: non è la classica corrida e difatti si chiama Course Camarguaise. Il toro non si fa neanche un graffio e i razeteurs, spesso giovani del paese, si sfidano cercando di togliere dei nastri e delle nappe, legate alle corna del toro, con l’ausilio di un semplice gancio tenuto in una mano. Sfilata di donne vestite in abiti tipici, all’arlesiana, e gardians, i mandriani a cavallo, e banda locale rifinisce il tutto di genuino folklore locale non ancora ad esclusivo uso del turismo.

Monte Saint Victoir – Aix en Provence

Lungo la strada

Facendo ritorno verso caso fermatevi a Aix en Provence e prenotate all’ufficio del turismo la visita guidata ai luoghi di Cézanne, la residenza di campagna, il capanno, lo studio; inoltre fermatevi ad uno dei punti panoramici lungo la D17 sulla Montagne de Sainte Victoire dove lui poggiava il cavalletto. Se avete qualche giorno in più non perdetevi tra Nizza e Cannes i borghi degli artisti altrimenti tornateci in occasione di un week-end lungo.

Come organizzare il viaggio

L’itinerario è pensato come un circuito ad anello, ottimo per un viaggio on the road dormendo ogni notte o quasi in un posto diverso; una notte in alta provenza, due nel Luberon, due a Avignone e due in Camargue, ma le distanze non sono accentuate (eccetto le Gorges du Verdon) quindi è possibile seguire lo stesso itinerario anche facendo base in una zona centrale come Avignone. Fino a Nizza o Marsiglia si può anche arrivare in aereo ma poi è comunque meglio prendere una macchina a noleggio.

Scorcio su Ménerbes

Cosa mangiare

Mussels (cozze) a volontà, marinate, à la crème o au Roquefort si trovano ovunque, e poi il gustoso petto o la coscia di canard (anatra) in diverse varianti e l’agneau (agnello) tenerissimo. La scelta sulla portata principale (Plat) non manca certo in Provenza. Scendendo in Camargue la scelta di piatti di pesce aumenta, si trovano anche ostriche, telline panna e aglio e quant’altro. A Saintes Maries de la mer e Arles, per chi non è vegano, si può provare l’esperienza della bistecca di toro, non troppo diversa dalla fettina, ma la curiosità dopo aver visto una corrida camarguaise può avere la meglio.

Particolare Lourmarin
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