Se è vero che Halloween ha origini irlandesi, dato che quest’anno non potremo festeggiarlo dal vivo scendendo in strada mascherati per fare dolcetto scherzetto, potremmo però approfittare di questo fine settimana per conoscere meglio la sua storia e le millenarie tradizioni che celebrano questo evento proprio dove è nato, in Irlanda.

Paradossalmente è possibile vivere i maggiori festival irlandesi che ricordano i miti e le leggende della notte in cui si apriva il varco tra il mondo dei vivi e quello dei morti, senza doversi muovere da casa perché quest’anno tutte le celebrazioni, per forza di cose, sono solo online, quindi non solo riservate ai pochi fortunati che avrebbero potuto fare il viaggio, ma raggiungibili da tutti gli appassionati di questa controversa festa importata dall’America ma di origine irlandese.

I fuochi celti di Samhain e il Festival di Púca

Puca Halloween festival (Photo Mick O’Neill)

Se si ripercorre la storia di Halloween fino alle sue origini, si approda tra le nebbie dell’Est Irlandese per ritornare al lontano passato, circa 2000 anni fa, quando il festival celtico di Samhain, una grande celebrazione del fuoco, segnava la fine della stagione della luce e l’inizio dei giorni bui dell’inverno.

Ancora oggi con il Festival di Púca, sulla Hill of Ward nella contea di Meath e nella vicina contea di Louth, non distante dalla collina di Tara dove regnarono i Supremi Re d’Irlanda, si rinnova la tradizione del Samhain con un’emozionante rievocazione della luce simbolica di quel fuoco che alimentava tutti i fuochi rituali dell’isola.

Quest’anno le celebrazioni saranno virtuali: si potrà assistere in streaming all’accensione dei fuochi di Samhain il 31 ottobre alle ore 21.00 e farsi coinvolgere dalla storia delle origini di Halloween, nelle tradizioni irlandesi e celtiche, con musica dal vivo, performance e installazioni luminose, sul sito e attraverso i canali social del festival.

Travestimenti per spaventare i demoni: il Festival di Derry

Derry Halloween – Fuochi artificio

In questa notte di passaggio, i Celti credevano che ci fosse un’interazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti e che gli spiriti potessero muoversi da uno all’altro. Temendo che qualsiasi loro comportamento potesse trascinarli nell’aldilà prima del tempo, i Celti usavano travestirsi con costumi per confondere e spaventare i fantasmi e demoni.

Da qui deriva la tradizione di mascherarsi esportata in tutto il mondo . Il festival Derry Halloween era proprio iniziato come una semplice festa in maschera in un pub e oggi è la celebrazione di Halloween più emozionante d’Europa, tanto che la famosa città murata di Derry o Londonderry (diventata la città delle ossa) quasi sulla punta dell’Irlanda del Nord, è stata addirittura votata destinazione numero uno al mondo per Halloween dai lettori di USA Today.

Immancabilmente dal 28 ottobre al primo novembre la città diventa spettrale con grandi mostri gonfiabili per le strade, spettacoli pirotecnici, musiche e eventi; quest’anno tutto è virtuale e il tema “Il risveglio” verrà esplorato attraverso tutorial, ricette, appuntamenti legati al folklore, video, musica live, storie di fantasmi, e attività e laboratori per bambini con tutorial su “come fare” costumi, maschere, manici di scopa, zucche intagliate, make up e trucco SFX (effetti speciali per il cinema).

Dracula è nato in Irlanda: Bram Stoker Festival

Bram Stoker Festival

Altro grande festival, questa volta nella capitale Dublino, è il Bram Stoker Festival, dedicato al padre di Dracula, lo scrittore Bram Stoker, che pare si sia ispirato per il suo capolavoro gotico alle innumerevoli leggende della tradizione irlandese piene di storie di fantasmi, persone che resuscitano per cercare vendetta, conosciuti come neamh-mairbh, i morti viventi.

Stoker era nato a Dublino, nel quartiere di Clontarf, nel 1847 proprio al culmine della grande carestia. Essendo un bambino cagionevole di salute passava lunghi periodi a letto e la madre appassionata di storie dell’orrore gli narrava racconti del folklore, come la storia di un capoclan di nome Abhartach, uomo malvagio, odiato e temuto da tutti, che dopo la morte ricomparve e iniziò a chiedere sangue fresco. Dopo vari tentativi riuscirono ad ucciderlo definitivamente solo trafiggendolo con una spada di legno di tasso.

Il programma per la celebrazione di tutto ciò che riguarda Stoker consigliato a tutti fan del gotico si concentrerà su esperienze interattive e divertenti per tutte le fasce d’età da seguire sul sito web del festival e sui suoi canali social.

Cerca il fantasma in streaming nel castello di Loftus Hall

Fantasmi in streaming

Se ancora non vi basta potete provare il brivido di terrore nel vedere – meglio nel cercare di vedere – un vero fantasma in azione in un castello infestato tutto in diretta streaming.

In Irlanda le storie di fantasmi non mancano e Halloween è il momento perfetto per conoscerle. È quasi certo che Loftus Hall, nella contea di Wexford, sia l’edificio più infestato dell’isola, nonché il luogo in cui, sotto mentite spoglie, si manifestò il Diavolo in persona. E se si desidera vedere cosa succede a Loftus Hall dopo il tramonto, ogni notte è attiva addirittura una diretta streaming da sei stanze.

Le classiche zucche e trick or treat

Zucche intagliate Halloween

Zucche illuminate con facce macabre sono un altro aspetto molto amato di Halloween: deriva dalla pratica irlandese di scavare rape e grandi patate, che venivano utilizzate come le originali Jack-o-lantern. In effetti, questo nome discende da un racconto popolare irlandese che narra di un uomo di nome Stingy Jack che ha giocato uno scherzo al diavolo. Come punizione per il suo inganno, il diavolo condannò Jack a vagare per l’eternità con solo un tizzone ardente dai fuochi eterni dell’inferno all’interno di una rapa per illuminare la sua strada.

Successivamente, gli immigrati irlandesi portarono la tradizione in America, patria della zucca, e la zucca invernale è ora diventata parte fondamentale delle festività di Halloween.

Dolcetto o scherzetto” è un’altra tradizione che ha origine in Irlanda, che vedeva bambini e poveri andare di porta in porta a chiedere cibo, legna o denaro. Cantavano canzoni o offrivano preghiere per l’anima dei morti in cambio del cibo, di solito una “soul cake”, cioè un pane appiattito che conteneva frutta. Questa usanza era conosciuta come “souling“.

Foto in copertina di Allen Kiely