Cetona: ultimo lembo in terra di Siena

Conoscevo già Chianciano con le sue terme, la splendida Chiusi, per non parlare delle vicine Montepulciano e Pienza, terre di storia, di vini, terre di bagni termali e di scavi etruschi. Ma visitare questo ultimo lembo di Toscana, nel senese al confine quasi con l’Umbria, riserva sempre delle sorprese.

Il piccolo borgo di Cetona è una di queste e delle meglio riuscite, tante cose da vedere ma soprattutto da gustare ancora con i ritmi lenti, nella pace delle colline di ulivi e cipressi in cui è immerso il borgo medievale  o nel fitto dei boschi di lecci del monte Cetona, con le grotte abitate fin dalla preistoria e quella dove pregava San Francesco, e dove lo sguardo può spaziare su tutta la Val di Chiana fino in Umbria.

Il paese edificato a partire dal X secolo, è avvolto tutt’intorno alla collina. A sue difesa vennero costruite dal X al XVI secolo tre cerchie di mura. La prima, più interna, ha come fulcro la torre a forma quadrata che sovrasta il paese, l’intermedia a forma di mandorla, racchiude un pianoro, mentre la terza cingeva alla base il borgo abitato.

Per l’ambiente ancora intatto e la qualità della vita, Cetona oggi può fregiarsi del titolo di Bandiera Arancione Touring ed è stata inserita nel novero dei “Borghi più belli d’Italia”, qui inoltre hanno comprato casa anche tanti personaggi illustri della cultura e dello spettacolo.imgp-cetona-veduta

L’ingresso in paese è da Piazza Garibaldi, lunga oltre 150 metri e realizzata in epoca rinascimentale per dare degno accesso al borgo antico quando il paese fu dato in marchesato dai Medici. In questo spiazzo dove in epoca medievale si teneva il mercato, oggi si affacciano le chiese di San Michele Arcangelo e l’ex chiesa della Santissima Annunziata, le logge e il palazzo e parco Terrosi proprietà dello stilista Valentino (aperta solo in occasioni particolari).
La piazza porta il nome dell’eroe dei due mondi che in una delle abitazioni, contraddistinta da una lapide, riposò tre giorni con la moglie Anita dopo la presa di Roma.
imgp-piazza-garibaldi-cetona

Infondo alla piazza, dove si apriva Porta Castello, l’unico accesso al borgo fino al 1873, si staglia la Torre del Rivellino, del XVI secolo, che era collegata con la terza cinta di mura, e dove rimangono ancora tracce dei beccatelli del camminamento. Da qui, si risale il borgo arrivando a percorrere anche dei tratti degli antichi camminamenti sulle mura e godendo di un magnifico panorama.

Ai piedi dell’alto dirupo alla cui sommità è il muro merlato della rocca dal quale discende un passaggio per antico uso militare che univa la seconda cinta muraria alla terza, una vera particolarità, si apre l’antica piazza del borgo con il pozzo del 1400 e si erge la Collegiata della Santissima Trinitàimgp-collegiata-ss-trinita di cui si hanno le prime notizie nel 1228 e che all’interno conserva una Assunta del Pinturicchio.

All’ora di pranzo siamo di nuovo nella piazza; siamo capitati durante la Festa dell’Olio quindi al centro sono disposti gli stand di olivicoltori,  prodotti naturali, artigianato e di street food. Anche la pausa pranzo è un’esperienza culturale grazie a tante specialità regionali: arrosticini abruzzesi e la vera amatriciana dell’Albergo ristorante Roma di Amatrice che vende anche il kit per farsi la pasta da soli a casa. Dall’Abruzzo alle Marche la nostra esperienza sensoriale torna poi alla Toscana, con il panino alla porchetta ma di cinta senese, una vera prelibatezza, accompagnato da un genuino bicchiere di Chianti che il titolare compra dal produttore prima dell’imbottigliamento. imgp-torre-del-rivellino

La giornata a Cetona riserva ancora molte sorprese. In paese si può visitare il Museo civico per la Preistoria del Monte Cetona che testimonia, grazie ai reperti rinvenuti nella zona, come il monte fosse abitato già dal Paleolitico e fino alla fine dell’età del bronzo. La zona degli scavi è  un po’ fuori dal paese, a Belverde, dove la montagna è costellata di grotte, tra cui quella detta di San Francesco, e dove sorge il Parco Archeologico Naturalistico di Belverde. Le visita, esclusivamente guidata, dura circa due ore ed è meglio indossare scarpe sportive.

Proprio per raggiungere il parco situato sulla strada tra Sarteano e San Casciano dei bagni, ci imbattiamo in altre piccole meraviglie. Il primo è il Convento di San Francesco edificato nel 1212 dal Santo stesso che lo lasciò in cura al fedele Beato Eligio. Vuole la tradizione che in una delle 25 grotte di travertino che si aprono nel fitto del bosco di lecci del monte, abitate fin da epoca preistorica e oggi inserite all’interno del Parco, il Poverello di Assisi si ritirasse spesso in preghiera, tanto da lasciare l’impronta dei ginocchi sulla roccia. Nelle vicinanze fu lui stesso ad edificare il convento che soppresso in epoca napoleonica e ampiamente restaurato, oggi ospita la Comunità Mondo X che lo apre, su richiesta, alle visite.imgp-convento-di-s-francesco

Superato il convento e il parco archeologico, un sentiero sterrato al limite del bosco conduce al Romitorio di Santa Maria in Belverde. Il romitorio fu edificato nel 1367 ai piedi della rupe proprio dietro la grotta di San Francesco. Ai tempi della Via Franchigena, la Val di Chiana era una palude malsana e la viabilità del territorio era spostata sull’alto del monte, così per scendere a Cetona c’erano solo tre strade tra cui questa, oggi conosciuta come la Corta di Belverde, che corre lungo i campi regalando belle vedute dall’alto sull’abitato.imgp-romitorio-di-s-maria-in-belverde

Il romitorio, all’esterno, ha un bel portico di epoca rinascimentale e il campanile a vela, ma la struttura interna è più antica e davvero originale. E’ infatti costituita da tre chiese sovrapposte, la cui fondazione risale intorno all’anno 1000, affrescate poi nell’ultimo decennio del ‘300 da artisti di scuola orvietana. Anche l’eremo è sede dalla comunità Mondo X che lo apre volentieri ai visitatori. Il ragazzo che ci accoglie ci dice che è stato da poco nominato custode e ancora non sa darci tutte le informazioni, ma ci spiega tutto quello che serve, nonostante il complesso non abbia bisogno di tante parole.

La chiesa inferiore dedicata alla Beata Vergine Maria è di una semplicità antica con la volta a botte e i pregevoli affreschi attribuiti a Cola Petruccioli tra cui una Crocefissione, l’Annunciazione, Vergine in trono con Evangelisti, San Francesco che riceve le stimmate.imgpaffreschi-chiesa-inferiore

Da una scala in pietra esterna che risale la rupe, si accede alle due chiese superiori, poste perpendicolari una all’altra, oggi unite ma un tempo, quando la struttura era abitata da monaci eremiti, separate da un muro. La prima è dedicata a Maria Maddalena con un interessante ciclo di affreschi sulla vita della Santa e l’altra al Salvatore con scene della vita e morte di Gesù.imgp-romiorio-s-maria-in-belverde-chiesa-superiore

Tornando sulla strada principale in direzione San Casciano dei bagni si può anche continuare e risalire il Monte Cetona. Noi, dopo pochi chilometri, ci fermiamo a Camporsevoli,imgp-camporsevoli un piccolissimo borgo fortificato che mantiene le caratteristiche di un castello difensivo, situato in posizione strategica tanto che per secoli è stato un punto privilegiato di avvistamento. Qui sono stati rinvenuti resti fossili di ambiente marino e resti archeologici che dimostrano come il sito fosse già abitato in epoca etrusca. Da quassù il paesaggio sulla Val di Chiana è spettacolare e lo sguardo spazia ancora oltre, in terra umbra, su Città della Pieve e più in là fino allo specchio placido del Lago Trasimeno.

Per maggiori informazioni vai al sito della Pro-loco di Cetona

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