Cortona e Bramasole: Sotto il sole della Toscana

Certe volte si intraprendono dei viaggi, piccoli o grandi che siano, seguendo solo delle suggestioni.

Questa estate ho ripreso in mano un libro “Sotto il sole della Toscana”. Lo avevo acquistato anni fa a Greve in Chianti, in quelle bancarelle di souvenir, all’ombra delle logge, nella piazza triangolare dove si erge la statua di Giovanni da Verrazzano. La lettura, come accade ogni volta che torno a sfogliarlo, mi ha trasmesso una grande emozione: la trama è semplice, racconta di una coppia di americani maturi che decidono di comprare una villa dell’800 a Cortona e di ristrutturarla, e non è che la storia dell’autrice Frances Mayes, che nel libro ha descritto le estati trascorse in Toscana, le girate, le fasi della ristrutturazione della villa acquistata e anche le ricette povere e i prodotti della regione. Ma quello che colpisce non è la trama bensì tutto l’entusiasmo che la realizzazione di questo sogno americano, acquistare una casa in Toscana, viene trasmesso al lettore.sottoilsoledellatoscana

Così dopo mesi dall’aver chiuso il libro quando abbiamo deciso di tornare a fare una girata a Cortona, subito il pensiero è andato a Bramasole, la villa della scrittrice Frances Mayes. Dalla descrizione da lei fatta, la casa non dovrebbe essere distante dal centro del paese. Così chiedo alla signorina all’ingresso del Museo Etrusco “Ho letto Sotto il sole di Toscana e mi chiedevo dove fosse la casa”. Al momento non ho capito perché, ma la risposta seppur gentile sembrava avesse un po’ il sapore della delusione o della rassegnazione.

“La casa della scrittrice è qui vicino, quella dove è stato girato il film invece è in un piccolo centro non distante ma non è molto semplice da trovare” e mi fornisce le spiegazioni. Ma la casa che mi interessa è l’originale, quella che ha ispirato il libro. “Prenda la strada dal parterre e continui dritto”. Dal parterre, che avevo visto arrivando, dopo i giardinetti pubblici e l’emiciclo che in estate ospita il cinema all’aperto, una spaziosa strada di ghiaia, chiamata “Passeggiata in piano” si allunga con a destra il paesaggio della Val di Chiana e in lontananza un lembo di Trasimeno.cortona-panorma-sul-trasimeno

Finito il pezzo non asfaltato chiediamo ad un passante. “Lei è di qui? ci può dire dove è la casa della scrittrice di Sotto il sole della Toscana?”. “A diritto, ci sono due tornanti sarà circa un chilometro. E’ una casa rosa, in alto a destra, sulla collina”. Continuiamo insieme per la leggera salita e giunti a destinazione ci racconta “Si chiama Bramasole perché è posta ad Est e prende il sole solo della mattina, mentre il pomeriggio glielo copre la collina alle spalle, e quindi lo brama per gran parte della giornata”.

Bramasole, un nome che da solo merita un libro, è una villa dell’800 con l’ampia facciata tinteggiata di un profondo rosa antico e il giardino che si arrampica sul fianco della collinetta con tanti muretti a secco. “Anni fa ci venivano gli autobus pieni di turisti americani – continua a spiegarci – ora un po’ meno, ma d’estate in paese c’è pieno e non vengono a vedere il museo Etrusco o Diocesano, no vengono per il libro. La casa incarna un po’ il sogno di tutti gli americani, farsi la casa in Toscana”.cortona-toscana-bramasole-4

Scattiamo un po’ di foto, la prima cosa che si nota è il tabernacolo accanto al cancello: “Quello deve essere il tabernacolo descritto nel libro dove il vecchio con cappello e bastone metteva i fiori”. Lui annuisce e continua riferendosi alla casa e alla scrittrice: “In paese è amata e odiata. Il libro descriveva la gente di qui come persone semplici e questo, allora, non piacque, però questa casa ha fatto anche la ricchezza del paese. Qui sono nati bed and brekfast e agriturismi in quantità, tutto il paese vive di turismo e se, ad un americano, chiedi dove è Arezzo, ti risponde, in provincia di Cortona”. “La scrittrice – continua – viene quasi sempre solo in estate anche se è richiamata spesso in giro per altri impegni: dopo quello famoso, ha scritto altri libri sulla Toscana. Inoltre ha comprato un’altra casa, più in su in mezzo al bosco, per i periodi più caldi”. Ancora qualche scatto e salutiamo il nostro cicerone che prosegue per la sua strada.

Visitiamo con calma i d’intorni e sopratutto il centro di Cortona con le strade e le piazze che fecero da location al film che porta lo stesso titolo, ed è  liberamente ispirato al libro ma molto più romanzato e che comunque si guarda sempre volentieri, un po’ per la bellissima Diane Lane, un po’ per questo modo sognante di guardare alla Toscana e all’Italia dal punto di vista molto americano, che noi italiani non riusciamo a cogliere.cortona-toscana-palazzo-comunale

E allora girovaghiamo alla scoperta, in questa domenica di gennaio che per il paese è bassa stagione e quindi si apprezza tutto con più calma: Piazza della Repubblica con la bella scalinata e la torre dell’orologio, il balcone sopraelevato nella Piazzetta di Pescheria, e ancora la via che immette in Piazza Signorelli, dove in occasione delle riprese del film era stata montata la fontana per la scena che è un tributo alla “Dolce vita” di Fellini, e ancora Piazza del Duomo con il Museo Diocesano, che conserva il capolavoro del Beato Angelico, l’Annunciazione, con quell’Angelo dai capelli fulvi di cui parla la Mayes nel libro.

Sì, in effetti, al termine della giornata, mi sembra di capire quella leggera inflessione nella voce della signorina al museo, e concordo con lei: venire a Cortona per cercare Bramasole è proprio un peccato ma se per la villa si scoprono le sue bellezze, ben venga.

Qualche mese fa due cari amici americani, che anche loro hanno deciso di trascorrere gran parte dell’anno in Toscana e ne girano ogni borgo e anfratto, mi hanno raccontato di essere stati a Cortona, e così abbiamo parlato di Bramasole, della Mayes e del “sogno americano ” vivere nella campagna toscana, che per loro si è avverato. Poi qualche giorno fa sono tornata a Cortona dopo diverso tempo, e ho scoperto nuove cose che la prima volta non avevo visto, tuttavia mi piace riportare qui un articolo che scrissi allora durante quella mia prima visita spinta dalla suggestione del libro.

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