I Medici: le scene a Firenze e Pistoia

Location naturale del film sui Medici non poteva che essere il centro di Firenze dove sono state girate le scene davanti al Duomo, con il magnifico Campanile di Giotto, e la cupola che nel film vediamo ancora in fase di costruzione. E’ storia vera che i fiorentini non sapessero come fare a realizzare la grande cupola che avrebbe completato la copertura del Duomo costruito alla fine del 1200. Nei primi decenni del 1300 il tamburo a forma ottagonale su cui innalzare la cupola era già pronto ma era di dimensioni enormi, con 43 metri di ampiezza e i 54 metri di altezza, tanto da non poter ricorrere alle tecniche costruttive tradizionali fino ad allora conosciute. 

Nel 1418 fu organizzato un concorso pubblico, di progettazione si direbbe oggi, richiamando tutti gli architetti più capaci per trovare una soluzione costruttiva. Le idee che ne emersero furono le più svariate addirittura ci fu chi propose, e nel film una frase detta da Brunelleschi (Alessandro Preziosi) ne fa cenno, di riempire tutto il tamburo del duomo con una montagna di terra in cui fossero mescolate delle monete d’oro. La terra sarebbe servita alle maestranze per salire fino all’altezza da cui partiva la costruzione della cupola e posizionarvi tutte le attrezzature e impalcature, mentre le monete, una volta ultimato il lavoro, avrebbero richiamato gente di Firenze e anche da fuori, che per cercare i Fiorini si sarebbe impegnata a portare via tutta la mole di terra e liberare il duomo. firenze-lanterna-della-cupola_03

Per fortuna, qualche decennio dopo, Brunelleschi riuscì a convincere i fiorentini che dovevano dare fiducia al suo metodo e fu proprio portando come esempio un uovo che li convinse a costruire una struttura che si sarebbe sostenuta da sola, senza bisogno di cèntine, grazie alla doppia volta, una esterna e una interna da innalzare contemporaneamente, e alla particolare disposizione dei mattoni posizionati ad L.

Di Firenze, nel film, possiamo vedere anche il Battistero con le famose porte e soprattutto la Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti rivolta verso la facciata della Cattedrale. Anche il lavoro delle porte del battistero fu affidato a seguito di un concorso pubblico detto “delle formelle” a cui aveva partecipato anche Filippo Brunelleschi. Quella volta ebbe la meglio il Ghiberti ma Brunelleschi ebbe la sua rivincita durante la costruzione della cupola. L’incarico di capomastro era stato infatti assegnato sia Brunelleschi che a Ghiberti. Quando però la cupola era quasi terminata ed erano sorti ennesimi problemi per posizionare la grande lanterna sulla sommità, Brunelleschi si finse ammalato per lasciare in difficoltà il Ghiberti e ci riuscì, tanto che a quest’ultimo venne revocato l’incarico e Brunelleschi finalmente si prese tutti i meriti e gli onori.

Altre immagini di Firenze sono quelle girate in Piazza San Lorenzo davanti alla omonima Basilica dalla facciata rimasta incompiuta. San Lorenzo è la chiesa fiorentina più legata ai Medici, che vivevano nelle vicinanze, e qui fecero realizzare il complesso delle Cappelle Medicee. Fu Giovanni de’ Medici a far costruire sul retro della chiesa la Sacrestia Vecchia commissionando il lavoro al Brunelleschi e un anno dopo la fine del lavoro fu lui il primo ad esservi sepolto dopo la misteriosa morte.firenze-panorama-2

Nello stesso periodo iniziarono anche i lavoro di ampliamento della chiesa di cui si interessò Cosimo, e anche lui, alla morte, vi fu sepolto sotto l’altare maggiore. La facciata però rimase incompiuta e Leone X, un papa della famiglia de’ Medici, commissionò il lavoro a Michelangelo che stava anche realizzando la Sacrestia Nuova per la sepoltura di Lorenzo il Magnifico e del fratello Giuliano. La facciata doveva essere rivestita di marmo bianco. Pare che Michelangelo avesse intascato la cifra per l’acquisto del marmo e che lui stesso si fosse recato a Carrara nelle cave del Monte Altissimo per scegliere ad uno ad uno i blocchi di marmo migliori, come faceva sempre per le sue opere, ma non si sa bene perchè la facciata non venne mai realizzata nonostante il pagamento.

I luoghi di Firenze legati ai medici sono tanti, naturalmente il più importante è il Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria che non ha bisogno di tante parole e che abbiamo avuto modo di ammirarare di recente al cinema, sia negli esterni che negli interni, grazie al film Inferno di Ron Howard ispirato al libro di Dan Brown.firenze-palazzo-vecchio-chiostro_09

Altro monumento di Firenze che talvolta si vede nel film è il Palazzo del Bargello costruito a metà del 1200 per ospitare, prima, il Capitano del popolo, nel 1300 il Podestà e dalla fine del 1500 il capo delle guardie detto bargello. Fu da allora e per tre secoli, che è stato utilizzato come carcere. Una curiosità: qui venivano fatti gli arresti, gli interrogatori e anche le esecuzioni capitali e quando la campana del Bargello suonava, accompagnava sempre un condannato a morte, tanto che a Firenze c’era il detto “Ha la lingua lunga come la campana del Bargello; quando suona, suona sempre a vituperio”. Il 30 novembre del 1786 nel cortile del Bargello fu data alle fiamme la forca, e grazie a Pietro Leopoldo, il Granducato di Toscana fu il primo stato al mondo ad abolire la pena di morte.

Altra tappa del tour sulle scene dei Medici: a 30 chilometri da Firenze potete visitare la bella cittadina di Pistoia dove  sono state ambientate le scene legate agli Albizi, la famiglia rivale dei Medici. Le scene inquadrano solo alcuni scorci della bellissima Piazza del Duomo, che per tre lati conserva ancora monumenti medievali. pistoia-piazza-duomo_01

L’ipotetico palazzo degli Albizi di cui si vedono nel film le logge è il Palazzo di Giano o degli Anziani risalente al 1200 dove oggi ha sede il Comune, e alcune scene riprendono il Battistero di Pistoia che è proprio di fronte. La città val bene una deviazione, dato che fino ad ora è stata sempre ritenuta una meta del turismo minore in Toscana e quindi turisticamente non è ancora sfruttata come altre città della regione, tuttavia probabilmente nel 2017 farà il suo exploit dato che è stata scelta come Capitale italiana per la cultura 2017.

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