Girona: scrigno medievale

A circa 80 chilometri a nord-est di Barcellona, l’antica città di Girona si caratterizza per il centro ricco di monumenti medievali. Dal Pont de Pedra si può osservare la città vecchia che risale il colle, con le case lungo il fiume dalle tipiche altane a sporto che ricordano molto il lungarno a Firenze. Altro punto privilegiato di osservazione è il Pont de les Pescateries Velles, detto Ponte Eiffel, perchè costruito dall’architetto francese padre della Tour Eiffel, nel 1877 per la sua casa, e invece acquistato dall’ajuntamento di Girona e installato di fianco alla Rambla.imgpgirona-onyar_tn

Da Calle de la Forca si entra nel El Call, l’antico quartiere ebraico fatto di stradine e scalinate: la comunità ebraica ebbe grande importanza nella città dall’890 all’editto di espulsione del 1492 e qui nacque nel XI e XII secolo un prestigioso centro di studi sulla Cabala.

Risalito il colle si arriva alla cattedrale gotica preceduta da una lunga scalinata. L’interno riserva diverse sorprese: la navata gotica più ampia al mondo con i suoi 23 metri di larghezza, seconda solo a San Pietro in Vaticano, la pala d’altare in argento opera di scultura e oreficeria medievale e dello stesso periodo e il baldacchino sopra l’altare, in argento a sbalzo.

Nella cattedrale di Girona si celebra il culto di Carlo Magno, una curiosa tradizione, dovuta al fatto che l’imperatore dalla folta barba liberò la città dal dominio musulmano. A lui è dedicata la torre in stile romanico  e il trono di Carlo Magno, o sedia vescovile, dell’XI secolo, in marmo dei Pirenei,  già presente nella cattedrale romanica.

Altra curiosità storica è rappresentata dal falco scolpito sulla volta del portale. Nella chiesa è infatti il sepolcro di Roman de Beringuer II, conte di Barcellona (detto anche  testa di stoppa, per i capelli). La leggenda racconta che alla sua morte, nel 1082 probabilmente per mano del fratello gemello, ad accompagnarlo fino alla cattedrale per la sepoltura, fu il suo fedele falcone che appena giunto alla chiesa morì.

Oltre al chiostro, non è da mancare la vista nel Museo del capitolo, al bellissimo arazzo della Creazione, risalente all’ XI secolo. Il Tapiz de la Creaciòn mostra Dio al centro che crea intorno a sé, il cielo e la terra, il mare e gli uccelli, gli uomini e gli animali e poi i giorni, i mesi e le stagioni.

Oltrepassate le mura di cinta della città troviamo il gioiello romanico della chiesa di Sant Pere de Galligans con il magnifico chiostro e con davanti San Nicolau, splendidi esempi di architettura romanica.

Non distanti i bagni arabi, del XII – XIII secolo, che a dispetto del nome sono ispirati alle terme romane e hanno un bellissimo apodyterium, la stanza dove si spogliavano, con una piccola piscina ottagonale dalle eleganti colonne e la piccola cupola centrale.

Sempre all’esterno delle mura di Girona, fornita di merli come una fortezza,  é la Basilica di Sant Feliu, in stile gotico ma con ancora parti romaniche, la chiesa più antica della città. In epoca romana dove è sorta la chiesa c’era una necropoli dove fu data sepoltura a San Felice, un cristiano che subì il martirio sotto Diocleziano intorno al 305.

L’ingresso è dal portale meridionale mentre la facciata è anticipata dall’alta scalea e dalla piazza dove incima ad una colonna è posizionata la Lleona. La tradizione vuole che chi arriva o si allontana dalla città, oggi come in passato, debba fermarsi a baciarle le targa come buon auspicio.

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