A cinque anni dalla scomparsa, due eventi ci conducono in un viaggio alla scoperta di Franco Battiato come artista e come uomo: al cinema dal 2 al 4 febbraio, lo possiamo vedere nel film “Franco Battiato, il lungo viaggio”, e a Roma al Museo MaXXI, fino al 26 aprile, nella mostra “Franco Battiato, un’altra vita”.
Gli inizi in Sicilia e poi a Milano, il successo e la sperimentazione musicale, gli incontri fondamentali della sua vita, e anche quello che incuriosisce di più del suo percorso umano, il modo in cui la musica diventa il linguaggio di una tensione costante verso il trascendente e trasmette suggestioni del suo viaggio interiore.
Entrambi gli eventi permettono di fare un viaggio nella vita di questo artista senza eguali nella storia della musica italiana.
Cominciamo dal film, nelle sale solo per tre giorni dal 2 al 4 febbraio, “Franco Battiato, il lungo viaggio”, il primo film che celebra la vita e le passioni dell’artista siciliano, interpretato da Dario Aita, coprodotto da Rai Fiction e Casta Diva Pictures.
Un racconto intimo e visionario che ne ripercorre la storia dalla Sicilia a Milano negli anni Settanta, il successo, gli incontri e il viaggio alla ricerca del sé interiore fino al ritorno nella sua terra d’origine.
E poi la mostra, al Museo delle arti del XXI secolo fino al 26 aprile 2026, curata da Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato, nipote del Maestro.
Il percorso espositivo celebra l’artista in ogni sua sfaccettatura: cantautore, musicista, poeta, filosofo e intellettuale. Uno spazio centrale ottagonale dedicato all’ascolto permette un’immersione sonora nella sua musica e da lì si espande il racconto di una vita attraverso copertine d’album, poster, fotografie e cimeli.
Sono sette le sezioni tematiche che affrontano i vari aspetti di una figura poliedrica: gli esordi, il successo, la mistica tra Oriente e Occidente, il ritorno alle origini, e dalla musica si passa alle immagini, con il cinema modalità espressiva degli ultimi anni, e la pittura in cui amava cimentarsi, fatta di fondi dorati e simboli mediorientali.
“La mostra è strutturata come un percorso intimo da cui emerge l’evoluzione artistica e quella spirituale, perché questo è stato il suo percorso ed è importante – ha spiegato la nipote Grazia Cristina Battiato in occasione dell’inaugurazione della mostra -. Il titolo Un’altra vita rappresenta proprio questo: lui viveva una fase poi l’abbondonava per evolversi, creando uno stratificarsi di vite. Il messaggio implicito anche per le nuove generazioni è accogliere il cambiamento, se sei capace di evolverti puoi migliorarti sempre”.